Durante il periodo dell’adolescenza si assiste a quel fenomeno definito come: “la Metamorfosi del Sé” che inizia dal cambiamento del corpo nella pubertà. E’ un cambiamento potente e lo possiamo definire come il vero protagonista dello sviluppo e delle problematiche che l’adolescente si ritrova a dover affrontare.

Nel processo della Metamorfosi del Sé si fa riferimento a un Sé che è incarnato, ovvero radicato nel corpo e che risente di ogni cambiamento fisico e psichico che può minare la stabilità raggiunta nella fase di latenza, mettendo a rischio il delicato equilibrio tra l’Io e l’Es e la continuità stessa del Sé, da qui il termine “metamorfosi”.
Dal punto di vista fisico assistiamo al cambiamento di peso e di statura, lunghezza degli arti, del volto, dei genitali che gradualmente giungono a maturazione e … del cervello. Si definiscono anche tutti quei caratteri sessuali secondari, come la crescita della barba per i maschi.
Il Cambiamento del corpo va ad influenzare l’Immagine di se’, che era stata stabile negli anni dall’infanzia alla fase pre-pubere, (fase di latenza) ed aveva garantito la continuità del Sé e la stabilità delle relazioni interpersonali. Il corpo e la sua immagine infatti hanno rappresentato anche il tramite privilegiato nel rapporto con gli altri.
Gia in epoca neonatale il corpo e la capacità di imitare avviano il processo di nascita e di costruzione del Sé in relazione all’altro. E’ infatti attraverso la continuità delle relazioni significative che determina una progressiva costruzione del Sé.

Freud parlava di Immedesimazione, ora ne conosciamo i meccanismi neurobiologici che ne sono alla base: il sistema dei neuroni specchio che permette la simulazione incarnata e che ci consente di entrare automaticamente ed immediatamente in risonanza emotiva con l’altro nell’incontro relazionale.
Per Freud l’Io deriva dalle sensazioni corporee soprattutto della superficie del corpo, concetto che viene ripreso dallo psicoanalista francese Didier Anzieu per cui l’Io-Pelle è il precursore dell’Io.
Nel contatto fisico della relazione madre / bambino si delimita il Sé e si regola il ritmo Psicobiologico di base che da senso e continuità di Sé (grazie alla funzione di Handling e di Holding di Winnicott) ed avviene attraverso i sensi, il tatto, il calore, il gesto .
Fin dall’infanzia il Sé si basa quindi sulla intercorporeità che ci permette di andare verso gli altri e di entrare in risonanza con l’altro.
Winnicott parla di Personalizzazione: quel processo di integrazione tra Soma e Psiche, la capacità di riconoscere se’ stesso fuso tra corpo e psiche, processo che avviene gradualmente e continua nel tempo.
Questa Integrazione viene sconvolta dalle modificazioni puberali del corpo: con la pubertà si avvia un vero e proprio “starter” biologico che da inizio al cambiamento fisico e conseguentemente avvia tutte le modificazioni psicologiche che avvengono in adolescenza. Entrano in gioco gli ormoni che modificano il corpo caratterizzandolo sessualmente; la nuova organizzazione modifica il comportamento e la regolazione delle emozioni.
Anche il cervello va incontro a dei cambiamenti, se fino ad allora si era arricchito con la crescita di circuiti, con la pubertà avviene uno sfoltimento ” pruning” ovvero una potatura dei circuiti meno utilizzati a vantaggio di quelli che rimangono che divengono più funzionanti ed efficienti, è in questa epoca che si definiscono le capacità, le abilità e competenze, l’orientamento dell’individuo. Il processo maturativo cerebrale parte dalle aree posteriori ( lobi occipitali e cervelletto) implicate nello sviluppo della competenza sociale, ed arriva in ultimo alla corteccia prefrontale, area preposta allo sviluppo dei processi di mentalizzazione e metacognizione, lo sviluppo si queste aree è determinante per i processi riflessivi e per comprendere le conseguenze delle proprie azioni. L’area della corteccia pre-frontale matura tardi e si completa intorno ai 21 anni. Questo infatti spiega i comportamenti a rischio degli adolescenti che non sembrano in grado di comprendere le conseguenze delle loro azioni immediate. Nel processo di cambiamento neurobiologico è coinvolta anche l’Amigdala, che fa parte del Sistema Limbico, preposto alla regolazione delle emozioni. Gli ormoni vanno ad attivare fortemente l’Amigdala; e in adolescenza questa iperattivazione altera la capacità di riconosce e regolare le emozioni, per questo gli adolescenti sono soggetti ad instabilità emotiva ed hanno momenti alterni, l’emotività si manifesta in modo altalenante, con picchi di forte attivazione seguiti da fasi di bassa attivazione, motivo per cui in questa fase della vita si può essere più suscettibili a fasi esplosive alternate a fasi di ritiro.
Si attivano i neurormoni, in particolare la Dopamina che determina sensazioni gratificanti ad alti livelli seguiti poi da cadute con forte sensazione di sofferenza, per cui l’adolescente tende a ricercare la gratificazione riattivando gli alti livelli di Dopamina attraverso la ricerca di sensazioni forti generate spesso anche dai comportamenti che possono essere rischiosi.
I cambiamenti del Metabolismo infine, determinano modificazioni dei livelli di Melatonina con alterazioni del ritmo sonno-veglia e conseguenti problematiche reali come nell’alzarsi presto la mattina per andare a scuola.

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