
Afferma Marcel Proust:
” ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso ”
L’uso del libro come uno strumento di conoscenza di sé e contenitore di storie, rappresenta un veicolo capace arrivare in aiuto verso l’acquisizione di una maggiore conoscenza di sé.
Quando un libro viene utilizzato all’interno di un percorso di Psicoterapia diviene come un oggetto transizionale, ponte di trasformazione all’interno della relazione analitica che ne condivide il senso.
Nel narrare la propria storia, un libro può fungere da “luogo di incontro” con ciò che sentiamo nostro e quello che leggiamo accadere ai personaggi della storia narrata; ciò che viene narrato potrà essere come un sentiero per nuove riflessioni e nuove domande su di sé da condividere con il proprio analista.

I meccanismi psicologici principali che si attivano nella lettura di un libro sono l’identificazione e l’introspezione, che a sua volta innescano un processo di conoscenza di Sé intimo e soggettivo come la riflessione sui vissuti che la lettura sucita e l’empatia verso le dinamiche dei personaggi.
L’identificazione con la storia che si legge e le dinamiche a cui si ispira è un meccanismo che permette a chi legge di partecipare emotivamente alle vicende del personaggio, provando un senso di affinità con la personalità dello stesso, approvandone o disapprovandone pensieri, scelte, azioni.
L’ introspezione genera invece una presa di coscienza di alcune conferme o di nuove consapevolezze su sé stessi, sul proprio vissuto, sul mondo, rendendo ragione di due funzioni della letteratura: la funzione pacificatoria, che conforta i lettori nella loro condivisa umanità, e la funzione sovversiva, che mette in crisi i loro pregiudizi, le loro radicate abitudini, il loro autocompiacimento.
È proprio l’introspezione che diventa il punto di partenza per raggiungere una maggiore elasticità di pensiero per scoprire aspetti non conosciuti della propria personalità, per assimilare pensieri e valori più funzionali al vivere quotidiano. Stimola anche il gusto intellettuale della ricerca di risposte di senso o di frasi che tra le righe “ci parlano di noi” che si “allacciano” ai nostri vissuti, capaci di trovare un senso con ciò che stiamo vivendo, un compito questo imprescindibile ai fini della salute mentale, se si pensa che il significato attribuito alla propria persona e alla propria vita è l’elemento integratore in grado di conferire valore a tutti gli aspetti della personalità e che in un disagio psichico rappresentano, forse, la massima espressione della perdita di significato del vivere.
L’utilizzo di un Libro permette di aprirci alla libertà di essere sé stessi e di riscoprirsi, attraverso la libertà di inventare, di esprimersi, di tracciare percorsi di vita più consapevoli e in sintonia con le fonti interiori della personalità, libertà di non smettere di porre e di porsi domande.



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