La vita è integrità e rottura

“Riflessione al tramonto dopo una seduta di psicoterapia psicoanalitica”

Abbiamo la tendenza a nascondere le nostre ferite, il nostro dolore, per non riviverlo, per dimenticare. La vita è integrità, ma è anche rottura. E non sarebbe tale senza cadute rovinose.


Il dolore può essere una grande parte della nostra vita, ci segna, ci insegna, e ci dice che siamo vivi, che esistiamo, che stiamo vivendo ciò che abbiamo attorno, ciò che respiriamo.
Quante volte, persi nel buio, ci siamo detti “non ce la farò a uscirne”, e invece ce l’abbiamo fatta?
Quante volte feriti dai sentimenti, dall’amore, dall’amicizia, dai sogni e dalle delusioni, abbiamo pensato di smettere di credere, di lottare, e quindi di vivere la vita con quello che la rende difficile, ma anche meravigliosa?
Le ferite ci rendono ciò che siamo, temprano il nostro coraggio e la nostra forza.

La vita, in effetti, non è mai lineare, presenta sempre delle spaccature, delle scissioni, che ci portano a compiere nuove scelte e ad intraprendere nuovi percorsi. E proprio come quando noi siamo orgogliosi di aver superato con successo delle impreviste difficoltà, dobbiamo essere FIERI di mostrare i segni di ciò che si è superato con fatica.

Nelle nostre vite, spesso non c’è spazio per il dolore, persino per quello estremo della morte. Non c’è spazio per la malattia ed il disagio.

Non c’è spazio per la sofferenza che rende PREZIOSO un successo umano, familiare e professionale.

Mentre noi diciamo “un vaso rotto è rotto e non sarà mai come prima” , i Giapponesi dicono “un vaso rotto sarà più bello di prima”, perché saprà di vissuto.
Rimettere insieme i pezzi dà più forza. E restituisce la bellezza.

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