Le pause e i silenzi che dedico alla lettura mi portano ad esplorare delle storie-ricchezze dalle quali muovo sempre degli spunti e pensieri.
La vocazione è custodire storie e silenzi, nuvole e tempesta, costruire piano piano delle fondamenta e mettersi in gioco con umiltà e rispetto. É etica ed ascolto, anche per i dubbi e le messe in discussione (sacrosante).
É passione e pazienza. La vocazione parte “da lontano“ come noi daltronde, essa è dentro di noi e sta a noi ricercarla ed interrogarla nella nostra vita. Di procedere attraverso quel sentire che mettiamo quando stiamo insieme ai nostri pazienti, ma al tempo stesso stiamo anche insieme con noi stessi e la nostra storia.
Quello che ha risuonato molto é stata, fra le tante altre parole, quella di “umanizzazione” , che può esprimere il significato di un percorso, come lo racconta il Prof. Lingiardi, di come l’analisi possa andare a promuovere la scoperta e l’acquisizione intersoggettiva della propria dotazione di umanità, di aprire nuove memorie emotive, nuove storie e possibilità, tra cui il perdono. (Se veramente lo vogliamo)
La vocazione della Psiche (con i miei tulipani gialli)
Appunti di oggi, 19 febbraio 2023



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