
Il labirinto, simbolo del cammino dello sviluppo psichico, esso rimanda a “quell’andare verso il centro di qualche cosa”, confrontarci con gli aspetti che incutono timore, saperci stare e poi uscire più umanizzati.
Il mito di Teseo e Arianna narra che l’eroe Teseo con il suo coraggio e con l’aiuto di Arianna, entra nel labirinto per sconfiggere il Minotauro e poi uscirne vittorioso.
Tra le riflessioni che questo mito mette in risalto è quella relazionale, difatti non possiamo affrontare il labirinto e ciò che rappresenta per noi, senza ricevere aiuto. Se non avessimo un legame su cui poter contare, difficilmente riusciremo ad entrare nel labirinto della vita, attivare quei meccanismi psichici che daranno la forza per sconfiggere le difficoltà che incontreremo. Il legame rappresenta una dimensione di estrema importanza, forse la più importante: nasciamo già con un legame profondo; che successivamente nel nostro cammino di vita e di crescita psichica verrà simbolicamente “spezzato” per fare posto al desiderio di “legarci “ a qualcuno.
La vita è fatta di continui passaggi e di entrate nel labirinto, li viviamo in modo soggettivo e non esiste un modo universale di vivere i passaggi dell’esistenza, perché ognuno di noi acquisisce con l’esperienza la modalità più naturale per la propria metamorfosi, per quella trasformazione che ogni passaggio comporta.
Così ogni decisione, ogni scelta ci conducono verso una direzione piuttosto che in un’altra, rappresentano un’esperienza fondamentale per la nostra vita, perché insieme alle alte esperienze, formerà l’essenza della nostra personalità.
I passaggi sono vivificanti e le trasformazioni che essi conducono ci creano artefici di una trasformazione : “noi sentiamo di avere un’anima “.


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