Ci sono dei saluti che …

E’ un lavoro questo, che ci fa confrontare con le separazioni e i lutti.

Molti anni fa queste cose mi destavano una certa preoccupazione ad essere sincera, ma negli anni della mia formazione ho imparato che esistono separazioni che possono essere preparate, e quindi vissute con meno angoscia. Quelle separazioni che avvengono alla fine di un percorso di analisi ad esempio, quando le cose vanno in un senso naturale diciamo, si preparano insieme, quando si sente che i tempi psichici sono maturi per poterlo fare.

La scorsa settimana io e una mia paziente ci siamo salutate dopo un lungo percorso durato anni. Abbiamo potuto prepararci entrambe a quella che sarebbe stata la nostra ultima seduta, è stato un percorso intenso e come sono importanti gli inizi, lo sono altrettanto anche i finali.

Dico sempre che “questo sarà un arrivederci e non un addio”, perché anche una volta che ci si saluta, l’analisi continuerà dentro di noi, ed è come se cominciasse un nuovo tempo in un nuovo assetto. Questo, penso lo sia per un paziente che per il suo analista, entrambi infatti sono stati dei compagni di viaggio.

Serbo molta gratitudine per ogni passo che abbiamo fatto insieme, per ogni veduta che abbiamo potuto osservare e per le cadute e tutti i “ci siamo rialzate” . Ci sono quelle separazioni che avvengono senza attivare angoscia proprio perché si è pronti a viverle e procedere da soli i propri passi in tranquillità, ci si concede quel “lutto sano” che sancisce la fine ma anche l’inizio di un nuovo avvenire, accompagnato da quella percezione interna di sicurezza di poter contare su degli oggetti interni sufficientemente buoni e nutrienti.

E infondo io mi accorgo che tutta questa faccenda delle separazioni sembra sia costruita per farci capire che in fondo non ci si separerà mai, ma ci si penserà ogniqualvolta noi lo vogliamo.

  • Appunti di fine giornata a lavoro, di un fine Ottobre 2024

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