Questa è la storia di Carmen, del suo cammino esistenziale che trova spazio per raccontarsi all’interno della relazione analitica. Qui lei riesce a dare forma alle emozioni, a trovare nella scrittura e nei sogni i contenitori dei contenuti senza perdersi e concedersi l’elaborazione del lutto della perdita, per liberarsi e vivere sé stessa da donna, da madre e da figlia.
Ma è anche la storia dell’incontro a due, tra una paziente e la sua analista, dove insieme, seppur con ruoli differenti, si mettono in ascolto delle loro trame. Sullo sfondo percepisco quel costante lavoro che un’analista si trova a fare attraverso l’ascolto del transfert e del controtransfert, strumenti imprescindibili quando si lavora nel profondo.

Carmen aveva quattro anni quando sua madre si ammala di psicosi paranoide e gli tocca fare la grande, la iper-responsabile, perché lo spazio del gioco e del desiderio è già occupato dalla madre.
“Cosa può comportare a livello psichico la ferita dell’assenza del materno in un’epoca così precoce ?”
Mi fa ha fatto pensare al concetto della “Madre Morta” di Green, condizione in cui non è la perdita reale della madre ma la sua indisponibilità improvvisa a causa di una malattia o di un lutto che mette il bambino a confrontarsi con un cambiamento brusco, repentino e traumatico.
Se fino a quel momento la relazione con la madre era ricca e felice e il bambino si sentiva amato, improvvisamente questa felicità originaria viene persa. C’è un crollo. Oltre alla perdita di amore, che andrà a cristallizzarsi in un “nucleo freddo” del suo psichismo (marchio indelebile sugli investimenti erotici e amorosi del soggetto adulto) il bambino percepisce anche una perdita di senso, nella misura in cui non dispone di nessuna spiegazione di ciò che è avvenuto e verrà compensata tramite spiegazioni egocentriche: se la mamma è triste è colpa mia.
La malattia della madre di Carmen è stata vissuta come la promessa di felicità non mantenuta, qualcosa che l’ha privata della presenza forte, strana e magica della madre, così come l’aveva sperimentata nei primi anni di vita.




-Di madre in figlia, storia di un’analisi, Lella Ravasi Bellocchio


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