“ Più che la foga della crescita, ci vorrebbe il culto dell’attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza. “
• Franco Arminio, “cedi la strada agli alberi”
Qui, tra le parole, ci sono delle pause bellissime che arricchiscono molto se solamente avessimo il coraggio di vivere il silenzio e lo stare sospesi.
Il dettaglio è la cura.
Ieri nello scrivere mi sono soffermata tanto su quel luogo importante che tutti abbiamo ma che non conosciamo, tutto quello che avviene prima dei nostri tre anni di vita, la nostra memoria pre-verbale, implicita, l’inconscio, ci sono suoni, la loro intensità che percepiamo, gli odori, il come veniamo accarezzati. È il nostro universo questo, che ci condizionerà la vita per sempre.
Allora non mi meraviglio più (scherzo lo farò sempre) quando qui, senza le parole, si tocca e si arriva a tanto.



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