Il Natale è uno spazio simbolico

Eccoci arrivati alla vigilia di Natale, in questi anni di clinica ho potuto percepire che questi giorni raccolgono un particolare assetto mentale, si contraddistinguono da un sentire diverso; e si sa, nelle sedute questo sentire può avere l’opportunità di poter essere espresso e simbolizzato (con tutta la calma che c’è, quando tutto va abbastanza bene) oppure può essere contenuto, accolto, in attesa di un tempo che si fa germoglio di elaborazione profonda.

Il Natale è uno spazio simbolico dove si concentrano le dinamiche profonde legate alla nostra infanzia, alla famiglia, alla perdita e alla ripetizione. Freud parla di “coazione a ripetere” ; e in effetti il Natale è anche un evento ciclico dove si risveglia la possibilità di rivivere esperienze affettive precoci, anche dolorose come gli abbandoni, le mancanze, le delusioni.

È un tempo dove la nostra memoria momentaneamente regredisce e viviamo una scena simbolica dove incontriamo i desideri infantili mancanti ed il bisogno di essere accolti, ascoltati. 

Il Natale è come uno specchio del legame familiare ed amplifica i legami, va a rafforzare quelli autentici e mette in luce i conflitti irrisolti, i lutti, le separazioni e anche le idealizzazioni.

Il Natale è quella situazione emotiva che mette alla prova la capacità della nostra mente di saper contenere l’esperienza.

-Appunti di terapia e riflessioni di questi giorni

Auguro a voi lettori un buon tempo di affetto e di esperienza.

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