
Gennaio è stato il mese delle cose che “riprendono” e io mi sono lasciata guidare dalla lettura di questi tre libricini che hanno segnato il passaggio dagli ultimi giorni di dicembre fino agli ultimi giorni di gennaio. Tutti e tre hanno una copertina diversa, ma ognuna ha qualcosa che mi ha colpita: c’è un paesaggio, ci sono poi due donne di età diversa che sorridono in una foto bianco e nero, c’è infine una copertina bianca con due linee rosse, due linee che non si toccano, ma nel libro (altro libro di poesie) si incrociano nella maniera in cui, in terapia, viene vissuto nella relazione di Transfert, il luogo dove tutto prende forma ed è anche il principale strumento psicoanalitico. Sono state poesie da un grande trasporto emotivo, dove immaginario, simbolico e reale si mescolano insieme.
Mi sono chiesta cosa tenesse in comune queste storie, quali significanti potessero raggiungere, tra i due libri di poesie e tra una narrazione di uno spaccato di vita degli anni 70, poi ho immaginato che un libro non viene mai a caso e che quindi, anche attraverso le paginette che scegliamo e leggiamo esista un transfert che ci cattura e ci guida: si incomincia a Significantizzare.
É una narrazione di ricordi, quel libro, dove tutto incomincia da una foto e dove Rosa, la protagonista, tenta di riprendere memoria di uno spaccato di vita importante e dove scopre, dolorosamente, la sua verità. La verità conduce. Sembra quasi un avvicinamento per comprendere fin dove la rimozione abbia agito, funzionato, protetto.
Poi ci sono stati i versi di Arminio: “Sacra la forza segreta che muove il desiderio, la forza di un gomito che ci sfiora” / “Sacro quando ero bambino il desiderio che la neve coprisse tutto, mi veniva da piangere quando la neve si scioglie e riappariva la salma del mondo”/ “Sacro avanzare indifesi, indietreggiare quando siamo forti” .
Cristina Comencini, “l’epoca felice”
Vivian Lamarque, “ e intanto la vita?”
Franco Armino, “sacro minore”






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