Il Buco, di Anna llenas

Il buco


” Giulia sente un buco nella pancia che non le piace per niente. Allora prova in tutti i modi a riempire quel vuoto, per farlo scomparire. Ce la farà? La vita è piena di incontri. E anche di perdite. Alcune insignificanti, come quando si perde una matita o un foglietto. Ma alcune sono importanti, come la perdita di qualcosa a cui si tiene, della salute o di qualcuno che si ama. Questa storia ci parla della nostra capacità di resistere e di superare le avversità, di trovare il senso della vita… ”

” Il Buco ” è il titolo del libro di Anna Llenas e fa parte di tutti quei libri che apparentemente si potrebbe accostare solo alla lettura per bambini, ma che poi invece, oltre che leggerlo ad un bambino perché è davvero costruito bene, con immagini e frasi che pongono alla riflessione in merito al : ” cosa vuol significare il buco ? ” , ciò che mi ha colpita è prenderlo tra le mani e leggerlo con una mente da adulta …

“E cosa fanno gli adulti?” – mi sono domandata mentre lo sfogliavo. Vivono (forse) in maniera accelerata il loro tempo, si parlano costantemente di obiettivi da realizzare; e soprattutto lottano costantemente per essere al 100% performanti sopra ogni limite, anche al prezzo di ammalarsi e soffrire, anche sacrificando quel tempo fatto di intimità, di leggerezza e di condivisione profonda con gli affetti importanti. In corsa contro mille affanni, questo rincorrere potrebbe significare anche non concedersi l’opportunità dell’ascolto del “proprio Buco.” occupandolo e riempendolo di tante attività; pur di non entrarci in un vero contatto. A costo di non conoscerlo realmente di cosa è fatto.

Questo libro fa rallentare. È ricco di immagini e di frasi brevi che ti permettono di esplorare, seppure in modo preliminare, di cosa sia fatto il proprio Buco. Attraverso le illustrazioni, mette in riflessione anche sulla pericolosità di riempire il proprio Buco con tutto ciò che “appare” davanti ai nostri occhi, di facile portata, di successi superflui e luccicanti, ma di osservare e fermarci a pensare su ciò che potrebbe contenere il proprio Buco …

Ascolta dentro di te…

Dobbiamo forse fermarci e imparare ad ascoltare il suono che facciamo “da dentro”, imparando ad apprezzare il tempo e la pazienza.

” non è straordinario aprirsi totalmente a sé stessi? Conoscersi ?”

Cosa c’è di più bello nel sentire quella melodia che facciamo dentro ed ascoltare le tante storie di cui essa si compone? Forse il nostro Buco potrebbe contenere paure e delusioni, oppure un fiume di tristezze, ma anche speranza e amore; e penso sia importante imparare a colloquiare con lui… Ci può insegnare tanto, se noi imparassimo a non fuggire da esso e da quella sensazione di vuoto che avvertiamo ogni qualvolta proviamo ad entrarci in ascolto. Forse occorre prenderci la responsabilità di tutto questo.

Nella conclusione del libro, che mi è sembrato un vero viaggio, ho trovato importante il messaggio che vuol lasciare …

Ognuno di noi possiede il proprio Buco, quando impariamo ad ascoltarlo, comprendiamo anche il sentire che tutti gli altri intorno a noi hanno anche loro dei Buchi. Esattamente come noi. È una sensazione che riporta alla connessione empatica con ” l’altro da me” , ci pone in una posizione di apertura e comprensione.

Forse è così: il modo in cui impariamo a trattarci rispecchia anche come trattiamo l’altro diverso da me e quando entriamo in relazione con il Buco che ha un’altra persona è un’esperienza che arricchisce e che dona uno scambio di trasformazione importante anche per la nostra profonda identità.

” non scomparirà mai il nostro Buco “, anche una volta che lo abbiamo ascoltato e valorizzato ed abbiamo lavorato insieme ad un livello Psicoterapeutico. Esso rappresenta la nostra unicità, la nostra “ferita – feritoia” nella quale noi entriamo in comunicazione con il mondo e sarà proprio questa particolarità a renderci degli Esseri Umani imperfetti. Attraverso di essa possiamo comprendere tutte le esperienze che nella vita ci hanno attraversato, resteranno lì ma non faranno più male come prima, perché “ricucite e rammendate” di significato e di senso.

– Anna Llenas, “Il Buco”

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