“ l’Io si trova nel momento i cui si perde “

Il lutto originario, di Paul Claude Racamier

Paul Claude Racamier, psicoanalista francese, parla di “lutto Originario”, ossia un processo psichico fondamentale per il quale l’Io, fin dalla prima infanzia, prima ancora di emergere e fino alla morte, rinuncia al possesso totale dell’oggetto, compiendo il lutto dell’unione narcisistica assoluta e di una costanza dell’essere indefinita e, tramite questo lutto, si costituisce la scoperta dell’oggetto, del Sè e della propria interiorità.

L’io stabilisce così le proprie origini riconoscendo di non essere il padrone assoluto delle proprie origini, ed il lutto originario ne costituisce la traccia ardua, viva e durevole di ciò che si accetta di perdere come prezzo di ogni scoperta. 

il lutto originario non si può considerare come un avvenimento, in quanto si tratta proprio di un processo che possiede un periodo prevalente, una fase principale, tanto che si può parlare di attraversamento, ma che non smette di compiersi o di approfondirsi lungo le diverse età della vita. Si tratta di un processo che si avvia senza terminare mai e questo avvento mette fine all’incanto del narcisismo ideale.

Il bambino si distoglie dalla madre indistinta, illusoria e totale nella quale incarna la relazione di seduzione narcisistica pura, e distogliendosene la perde, accetta di perderla e dovrà fare il suo lutto e sarà proprio il lutto di questa illusione di onnipotenza e di appartenenza totale che permetterà di trovare l’oggetto, che riuscirà a distinguere, ad investire, a desiderare a respingere, si delimita e si interiorizza. Questo è il lutto originario : la condizione della scoperta dell’oggetto in quanto tale. D’un colpo il mondo è diviso in due parti: esterno e interno, queste due parti sono scisse ma restano comunque collegate e distinte.

L’oggetto viene trovato solo perché è stato perduto

L’oggetto viene trovato come oggetto vero e proprio in quanto viene a poco a poco perduto come oggetto di possesso assoluto. Se questo lavoro non viene iniziato, l’oggetto non verrà mai individuato, investito e desiderato e di conseguenza anche il soggetto.  Occorre in questo anche una buona capacità di disillusione, essa condiziona la capacità della piena scoperta dell’oggetto e della interiorità. Ma come afferma Racamier, ogni lutto è una pena e il suo lavoro è amaro e l’Io non sempre si sente capace o desideroso di assumerselo.

“il genio delle origini”, Paul Claude Racamier

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